L'EDITORIALE

L’Infinito si fa Collettivo: Piazza del Popolo accoglie il Terzo Paradiso di Pistoletto

L’Infinito si fa Collettivo: Piazza del Popolo accoglie il Terzo Paradiso di Pistoletto

Roma si appresta a diventare il palcoscenico di un esperimento estetico e sociale senza precedenti. Il prossimo 14 giugno , l’abbraccio monumentale di Piazza de

Pubblicata 05/06/2026 alle 10:23

Roma si appresta a diventare il palcoscenico di un esperimento estetico e sociale senza precedenti. Il prossimo 14 giugno, l’abbraccio monumentale di Piazza del Popolo non sarà solo una cornice storica, ma il cuore pulsante di un’opera d’arte vivente. Il progetto, ispirato alla celebre visione del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, vedrà centinaia di studenti e giovani talenti unire le forze per dare vita a una performance partecipativa che ridefinisce il concetto stesso di installazione pubblica.

L’iniziativa, nata sotto l’egida di Chiamata alle Arti, rappresenta un ponte ideale tra la formazione accademica e la pratica sul campo. Non si tratterà di una semplice esposizione statica: il celebre simbolo pistolettiano — una riconfigurazione del segno dell’infinito con un terzo cerchio centrale — emergerà dalla composizione progressiva di tele, sculture, fotografie e disegni. Ogni tassello di questo enorme mosaico è il frutto della creatività di ragazzi provenienti dai Licei Artistici e dalle Accademie di Belle Arti, trasformando la piazza in un cantiere della rigenerazione urbana.

Al centro della riflessione artistica risiede il concetto di trinamica, quel principio caro a Pistoletto che vede nell’unione di due elementi opposti la nascita di una terza realtà, nuova e generativa. In questo caso, il Terzo Paradiso simboleggia la sintesi necessaria tra il mondo naturale e l’artificio tecnologico, un equilibrio vitale che la società contemporanea è chiamata a ricercare con urgenza. La scelta di coinvolgere le nuove generazioni non è casuale: sono proprio i giovani i destinatari e i primi custodi di questa responsabilità collettiva.

L’evento, che prenderà il via alle ore 17:00, non si limiterà alla dimensione visiva. Parallelamente alla posa delle opere, una catena umana coinvolgerà cittadini e visitatori, trasformando l’azione in un atto performativo corale. Questo legame fisico tra i partecipanti sottolinea il valore della relazione umana come motore del cambiamento culturale. Documentato attraverso riprese aeree e testimonianze video, l’evento si configura come un manifesto visivo della partecipazione democratica alla bellezza.

L’appuntamento romano, curato da Giulia Abate, Delfina Bergamaschi e Francesco Saverio Teruzzi, gode del supporto delle istituzioni locali, dal Municipio I alla Regione Lazio, e si inserisce in un percorso più ampio che culminerà a settembre con la mostra al WeGil. Come sottolineato dalle autorità cittadine, trasformare un luogo simbolo della Capitale in uno spazio di responsabilità condivisa significa riaffermare la cultura come una pratica viva, capace di curare il territorio e ricucire i legami sociali. In un’epoca di frammentazione, il Terzo Paradiso di Piazza del Popolo ci ricorda che l’arte è, prima di tutto, un gesto di comunione.