Venezia si conferma ancora una volta il palcoscenico dove il confine tra tecnologia e natura si fa più sottile, quasi vibrante. Al Fondaco Marcello, sede del Padiglione del Portogallo per la Biennale del 2026, l’artista Alexandre Estrela mette in scena un’esperienza sensoriale che non si limita a rappresentare il mondo, ma lo ascolta nel suo senso più viscerale e geologico. L’opera, intitolata RedSkyFalls, è un organismo digitale complesso che respira e reagisce in tempo reale ai movimenti tellurici del pianeta.
Estrela, figura centrale della scena artistica di Lisbona, ha costruito un sistema in cui il dato scientifico diventa estetica pura. Attraverso una connessione diretta con il Centro Sismologico Euro-Mediterraneo, l’installazione monitora costantemente i terremoti globali. Ogni volta che la terra trema, superando una determinata soglia della scala Richter, lo spazio viene invaso dal suono di un tritono suonato da un basso punk. Questa dissonanza, storicamente nota come l’intervallo del diavolo, funge da colonna sonora di un’ansia collettiva, trasformando un evento naturale lontano in un’esperienza fisica e immediata per lo spettatore.
Il cuore del progetto risiede nelle cosiddette Réplicas, essenze digitali proiettate su lastre di alluminio incise. Questi esseri chimerici sono costruiti a partire da movimenti microscopici di animali: il battito d’ali di una mosca, il guizzo di una larva o il fremito di un roditore. Estrela li definisce “sentinelle artificiali”, ispirandosi alla capacità ancestrale del mondo animale di percepire le catastrofi prima che accadano. Quando il segnale sismico arriva a Venezia, queste creature reagiscono bloccandosi in un hard reset visivo, mimando la risposta biologica della paura.
C’è un concetto affascinante che Estrela definisce eco-causalità. L’artista gioca con l’idea che il tempo e la causa non siano lineari: un evento accade a migliaia di chilometri di distanza e arriva a noi solo come segnale, immagine o suono, invertendo la nostra percezione di ciò che è causa e ciò che è effetto. Questo paradosso è incarnato dal mito giapponese del Namazu, il pesce gatto gigante il cui dimenarsi si credeva causasse i terremoti, mentre in realtà è il pesce a reagire alle vibrazioni impercettibili per l’uomo.
Le radici di questa ricerca affondano nella storia personale e urbana di Estrela. Il suo studio a Lisbona si trova in una chiesa sopravvissuta al devastante terremoto del 1755, un evento che ha cambiato per sempre il pensiero filosofico e scientifico occidentale. In un’epoca segnata dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale e dalla crisi climatica, RedSkyFalls ci pone di fronte a un interrogativo inquietante: come reagiremo alla prossima grande catastrofe? L’opera di Estrela non offre risposte consolatorie, ma trasforma il padiglione in un biosensore artistico, un luogo dove la tecnologia smette di essere freddo calcolo per diventare l’antenna con cui percepiamo il respiro fragile e instabile della Terra.