Il prestigioso marchio emiliano ha scelto il monumentale scenario del Long Museum di Shanghai per celebrare un traguardo storico: i suoi primi settantacinque anni di vita. Non si è trattato di una semplice celebrazione nostalgica, ma di una vera e propria dichiarazione d’intenti che proietta l’eredità di Achille Maramotti nel panorama globale contemporaneo. Attraverso il debutto della collezione Resort 2027 e l’inaugurazione della mostra “The Max!”, la maison ha ribadito la sua capacità di far dialogare la solidità della tradizione sartoriale italiana con le istanze di un mercato internazionale in continua evoluzione.
La nuova collezione Resort 2027 si configura come un manifesto dell’estetica Max Mara, trovando la sua linfa vitale nei principi del Bauhaus. L’idea di un design che sia al contempo funzionale, accessibile e intrinsecamente elegante rimane il pilastro portante dell’empowerment femminile firmato dal brand. Gli abiti presentati a Shanghai raccontano una donna che non rinuncia al glamour nella propria quotidianità, elevando il concetto di “ordinario” a qualcosa di eccezionale. In passerella, il rigore delle silhouette si è mescolato a guizzi di creatività: i classici toni del cammello, del cognac e del rosso iconico sono stati vivacizzati da grafismi d’archivio e inaspettati dettagli luminosi, come paillettes nascoste che trasformano capi apparentemente sobri in oggetti di lusso discreto.
Particolare rilievo merita l’omaggio alla cultura ospitante. Max Mara ha saputo integrare con estrema sensibilità elementi della tradizione cinese, reinterpretando il classico cheongsam in chiave moderna attraverso l’uso della lana merino e della seta trapuntata. È una sintesi che riflette la visione cosmopolita della famiglia Maramotti, per la quale il viaggio non è mai stato solo uno spostamento geografico, ma una profonda ricerca intellettuale volta a connettere culture diverse attraverso il linguaggio della moda.
Parallelamente alla sfilata, l’esposizione “The Max!”, curata da Olivier Saillard, offre un’immersione totale nell’universo aziendale. L’allestimento evoca l’atmosfera operosa della Biblioteca e Archivio d’Impresa (BAI) di Reggio Emilia, trasformando lo spazio museale in un archivio vivente. Tra casse da spedizione e documenti storici, i visitatori possono ripercorrere l’evoluzione del brand attraverso nove capitoli tematici. Dalla prima scuola di taglio e cucito fondata da Giulia Fontanesi Maramotti fino alle sfide della produzione industriale tecnologicamente avanzata, la mostra evidenzia come la qualità del prodotto sia il risultato di un equilibrio perfetto tra artigianalità e innovazione.
Come sottolineato da Maria Giulia Prezioso Maramotti, la scelta di festeggiare in Cina sottolinea l’importanza della curiosità e della ricerca come motori del successo. In un mondo della moda sempre più frenetico, Max Mara dimostra che la coerenza stilistica e il rispetto delle proprie radici sono gli strumenti più efficaci per continuare a disegnare il futuro dell’eleganza internazionale.