L'EDITORIALE

L'ombra di Caravaggio a Modena: la riscoperta degli anni italiani di Hendrick ter Brugghen

L'ombra di Caravaggio a Modena: la riscoperta degli anni italiani di Hendrick ter Brugghen

Il panorama artistico di Modena si arricchisce di una proposta espositiva di respiro internazionale che promette di riscrivere un capitolo fondamentale della st

Pubblicata 03/08/2026 alle 09:51

Il panorama artistico di Modena si arricchisce di una proposta espositiva di respiro internazionale che promette di riscrivere un capitolo fondamentale della storia dell’arte del Seicento. Presso le Gallerie Estensi, ha preso il via una rassegna senza precedenti: la prima mostra monografica interamente dedicata al periodo italiano di Hendrick ter Brugghen, protagonista indiscusso della pittura olandese che, agli albori del XVII secolo, scelse di immergersi nell’atmosfera ribollente della Roma caravaggesca.

L’esposizione, intitolata Ter Brugghen. Dall’Olanda all’Italia sulle orme di Caravaggio, non è soltanto un evento di grande impatto visivo, ma il coronamento di un lungo e meticoloso percorso di ricerca scientifica. Il progetto nasce infatti dagli studi di Gianni Papi, uno dei massimi esperti del movimento caravaggesco, le cui intuizioni hanno permesso di identificare e radunare un nucleo di opere prodotte dal giovane artista durante il suo soggiorno nella penisola. La scelta di Modena come sede di questo evento non è affatto casuale: proprio tra le mura della Galleria Estense è custodito il dipinto che ha innescato l’intera indagine, una tela precedentemente attribuita a Giovanni Serodine che si è rivelata essere la chiave di volta per comprendere la maturazione artistica del pittore nordico.

Un aspetto centrale della mostra riguarda il dialogo tra la sensibilità fiamminga e il collezionismo estense. Come sottolineato dal co-curatore Federico Fischetti, la figura del duca Francesco I d’Este fu cruciale per l’affermazione di questo gusto. In un’epoca in cui la collezione di famiglia era dominata dalla tradizione veneta ed emiliana, il duca ebbe l’audacia e la lungimiranza di aprirsi alle istanze del naturalismo. Fu sotto la sua egida che entrarono a far parte del patrimonio ducale opere dirompenti, come il celebre ritratto di soldato di Nicholas Tournier, segnando una svolta verso un’arte più cruda e aderente al vero.

Il percorso espositivo invita il visitatore a riflettere sul concetto di “naturalismo” nel Seicento. All’epoca, questi artisti venivano percepiti come veri e propri outsider. Rifiutando i canoni estetici idealizzati della tradizione classica, Ter Brugghen e i suoi contemporanei sceglievano di proiettare sulla tela la realtà nuda e cruda, popolando scene bibliche e del Nuovo Testamento con volti e corpi tratti dalla vita quotidiana. Questa estetica della verità, nata dal confronto diretto con l’opera di Caravaggio, trova nella Sala Mostre del Palazzo dei Musei una narrazione coerente e potente.

Visitabile fino al 14 gennaio 2024, la mostra rappresenta un’occasione imperdibile non solo per gli studiosi, ma per chiunque desideri scoprire la forza espressiva di un autore capace di fondere la precisione olandese con la drammaticità luministica italiana. Un appuntamento che, oltre a celebrare la qualità estetica, si pone come punto di partenza per future scoperte in un ambito, quello del caravaggismo della prima ora, che continua a riservare sorprese e fascino intatti a distanza di secoli.