L'EDITORIALE

Il ritorno del Santo: dopo sedici anni il capolavoro rubato di Fitero ritrova la sua casa

Il ritorno del Santo: dopo sedici anni il capolavoro rubato di Fitero ritrova la sua casa

Dopo sedici lunghi anni di oblio, passaggi di mano clandestini e ricerche silenziose, un pezzo fondamentale del patrimonio artistico e religioso della Navarra t

Pubblicata 05/08/2026 alle 08:44

Dopo sedici lunghi anni di oblio, passaggi di mano clandestini e ricerche silenziose, un pezzo fondamentale del patrimonio artistico e religioso della Navarra torna finalmente a casa. Il rilievo ligneo del XVI secolo, sottratto nel 2010 dal Monastero di Santa Clara de Fitero, è stato recuperato dalle forze dell’ordine spagnole, mettendo fine a un’odissea che ha visto l’opera attraversare il mercato nero prima di approdare, quasi per paradosso, sotto i riflettori di una casa d’aste.

Il ritrovamento è il frutto di un’articolata attività investigativa denominata Operazione Salvatierra. L’indagine, condotta in sinergia tra la Polizia Nazionale e i Mossos d’Esquadra (la polizia regionale catalana), ha permesso di ricostruire il tortuoso percorso del manufatto. Secondo quanto emerso, la scultura era riapparsa inizialmente tra le bancarelle del celebre mercato del Rastro a Madrid, per poi passare attraverso diversi acquirenti, ignari o meno della provenienza illecita, fino a essere localizzata a Barcellona. È qui che gli agenti sono intervenuti, sequestrando il pezzo poco prima che venisse battuto all’asta e venduto nuovamente, rischiando di sparire in una collezione privata magari oltreoceano.

L’opera in questione non è solo un oggetto di devozione, ma un pregevole esempio di scultura rinascimentale. Si tratta di un rilievo in legno dorato e policromo che raffigura San Bonaventura, il celebre teologo italiano e figura cardine dell’ordine francescano. Sebbene l’autore resti formalmente ignoto, gli esperti sono concordi nel legare la fattura alla scuola di Juan de Anchieta, uno dei massimi esponenti della scultura romanista del nord della Spagna, noto per la forza espressiva e la plasticità delle sue figure.

Il furto originale, avvenuto nel 2010, non fu un episodio isolato ma fece parte di una razzia coordinata che colpì duramente il cuore della Navarra: in quell’occasione vennero saccheggiati sei eremi, due chiese e lo stesso monastero di Fitero. La perdita del rilievo aveva lasciato un vuoto non solo architettonico, ma anche identitario per la comunità locale.

La cerimonia di riconsegna, avvenuta martedì scorso, ha segnato il momento della riparazione. L’opera è stata ufficialmente affidata all’Arcidiocesi di Pamplona e Tudela, legittima proprietaria del bene, per essere ricollocata in una chiesa di Fitero. Questo successo investigativo sottolinea, ancora una volta, l’importanza della cooperazione tra i diversi corpi di polizia nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali, un mercato che spesso si nutre della dispersione del patrimonio locale per alimentare profitti globali.

Il ritorno di San Bonaventura a Fitero non è dunque solo una notizia di cronaca giudiziaria, ma una vittoria della memoria storica sulla criminalità. Un monito che ricorda come, nonostante il tempo trascorso, la tutela della nostra eredità culturale resti una priorità assoluta per le istituzioni e un valore inestimabile per la società civile.