Mentre il mondo osserva le oscillazioni di Wall Street e i tweet incendiari dei nuovi tycoon, esiste un uomo che, nel silenzio di una riservatezza quasi maniacale, sta riscrivendo le regole del potere globale. Peter Thiel non è soltanto il co-fondatore di PayPal o il primo investitore di Facebook; è il filosofo di riferimento di una nuova destra tecnologica che punta a smantellare l’eredità del liberalismo americano per sostituirla con una visione del mondo muscolare e meritocratica.
Il giornalista Luca Ciarrocca, nel suo ultimo lavoro «L’anima nera della Silicon Valley», ci offre una chiave di lettura indispensabile per decifrare questo personaggio enigmatico. Nato a Francoforte e cresciuto in un nomadismo scolastico che ne ha forgiato il carattere solitario e competitivo, Thiel ha trasformato le sue ossessioni giovanili — dagli scacchi alla letteratura di Tolkien — in un impero industriale. Non è un caso che i nomi delle sue creature richiamino l’immaginario della Terra di Mezzo: Palantir (il software di sorveglianza usato dalla CIA) e Anduril (tecnologie per la difesa autonoma) non sono solo aziende, ma strumenti di una visione politica che vede nella tecnologia l’arma suprema per garantire l’ordine e la sopravvivenza dell’Occidente.
L’influenza di Thiel si estende ben oltre i confini della California. Se nel 2016 il suo appoggio a Donald Trump fu visto come un’anomalia eccentrica in una Silicon Valley progressista, oggi appare come il primo atto di una strategia di lungo periodo. Thiel è stato il mentore politico ed economico di J.D. Vance, l’attuale vicepresidente, posizionando i suoi protetti nei gangli vitali dell’amministrazione statunitense. Il suo obiettivo non è la semplice accumulazione di ricchezza, ma una vera e propria rivoluzione culturale che parta dalle università — contro quello che definisce il dogmatismo del «politicamente corretto» — per arrivare a una ridefinizione del concetto di Stato.
Ciò che emerge dal ritratto di Ciarrocca è la figura di un «contrarian» sistematico. Thiel detesta l’ortodossia e preferisce muoversi all’interno di circoli ristretti e segreti, come il forum Dialog, dove l’élite tech e politica si riunisce per immaginare scenari futuri lontano dagli occhi indiscreti del pubblico. È una forma di potere nuova, che unisce il libertarismo radicale alla capacità di sorveglianza di massa, il libero mercato alla protezione degli interessi nazionali attraverso l’intelligenza artificiale.
In definitiva, capire Peter Thiel significa comprendere la fine dell’era del soft power rooseveltiano e l’inizio di una fase in cui la forza, la selezione del merito e il controllo dei dati diventano gli unici pilastri della stabilità. La sua biografia non è solo la storia di un miliardario di successo, ma la mappa di un’America che sta cambiando pelle, decisa a riaffermare la propria egemonia attraverso la fredda logica degli algoritmi e la visione di un uomo che guarda al futuro con gli occhi di un giocatore di scacchi che ha già previsto le prossime dieci mosse.