Esiste un paradosso affascinante e amaro nascosto tra le case verdi e gli alberghi rossi del gioco da tavolo più famoso del mondo. Quando nel 1904 Elizabeth Magie Phillips brevettò The Landlord’s Game, il suo obiettivo era pedagogico e radicale: mostrare quanto l’accentramento fondiario potesse essere devastante per la società. Eppure, il destino ha voluto che quella stessa intuizione venisse trasformata nel Monopoly, l’emblema del capitalismo ludico, finendo per oscurare per decenni il nome della sua inventrice. Partendo da questo episodio di “furto intellettuale”, la prima edizione di COMBO, il Festival di Pedine, Dadi e Carte, si prepara a restituire dignità e visibilità alle menti femminili che hanno plasmato l’industria dei board game.
L’appuntamento, fissato per il 3 e 4 ottobre 2026 negli spazi suggestivi di Morel Milano, non vuole essere una semplice fiera per appassionati, ma un vero e proprio laboratorio culturale. Il cuore pulsante della manifestazione sarà l’installazione immersiva intitolata “Un gioco da ragazze”, un percorso che attraversa la storia del design ludico attraverso quattordici figure chiave. Dalle pioniere del secolo scorso fino alle autrici contemporanee, la mostra solleva il velo su un settore tradizionalmente percepito come maschile, ma che deve gran parte della sua innovazione alla sensibilità progettuale delle donne.
La scelta della location non è casuale: l’ex complesso industriale di Morel, che dagli anni Trenta ha ospitato eccellenze della manifattura tessile, si trasforma oggi in una scenografia perfetta per questa narrazione. Tra arredi che richiamano l’estetica degli anni Cinquanta e Sessanta, i giochi non restano chiusi nelle loro scatole. Al contrario, vengono sezionati e illustrati in ogni loro componente, permettendo al visitatore di comprendere la complessità della meccanica e la bellezza dell’estetica che sta dietro a ogni singola pedina. A dare un volto a queste autrici sono le illustrazioni della graphic designer Paola Rondi, che accompagnano il pubblico in un viaggio visivo tra nomi celebri, come Leslie Scott (la mente dietro l’equilibrismo perfetto di Jenga), e talenti italiani come Flaminia Brasini e Stefania Niccolini.
Come sottolineato dai promotori di Studiolabo, l’obiettivo non è isolare il talento femminile in una categoria protetta, ma evidenziare come la storia del gioco non abbia genere. È una storia fatta di invenzioni, visioni e audacia che per troppo tempo è rimasta frammentaria o parzialmente taciuta. Vedere il tabellone aperto, esplorare le regole del gioco dal punto di vista di chi le ha create, significa riconoscere il valore del gioco come oggetto di design e strumento di analisi sociale.
In un’epoca in cui il gioco da tavolo sta vivendo una nuova età dell’oro, COMBO Festival si propone di diventare un punto di riferimento per chiunque voglia guardare oltre il semplice intrattenimento. Non si tratta solo di lanciare un dado, ma di comprendere chi ha tracciato il percorso su cui quel dado rotola. Elizabeth Magie Phillips, finalmente, non è più sola tra le pieghe della storia: a Milano, insieme alle sue colleghe, riprende il posto che le spetta di diritto a capotavola.