Mentre l’estate del 2026 volge al termine, il panorama televisivo italiano si prepara a offrire una settimana di straordinario spessore culturale. Dal 6 al 12 settembre, Rai e Sky Arte mettono in campo una programmazione che non è solo intrattenimento, ma un vero e proprio viaggio multidisciplinare attraverso i secoli, capace di legare i misteri dell’archeologia egizia alle macerie dell’Ucraina contemporanea.
Il percorso espositivo catodico si apre con un omaggio ai pilastri del nostro patrimonio. Sky Arte dedica ampio spazio alla maestria del Rinascimento: la ricerca della perfezione di Raffaello e il tormento mistico della Pietà di Michelangelo diventano i protagonisti di una narrazione che scava oltre la superficie della tela e del marmo. Questa attenzione per il classico trova un contraltare perfetto nella programmazione di Rai Storia, che l’8 settembre punterà i riflettori su Guido Reni, il «divino» del Seicento, approfondendo quel legame indissolubile tra bellezza e territorio che caratterizza l’identità italiana.
Uno dei fili conduttori più intriganti di questa settimana è quello dedicato all’arte perduta e negata. Attraverso una serie di documentari d’inchiesta, gli spettatori potranno ricostruire le vicende di capolavori di Klimt, Van Gogh e Vermeer, opere sottratte al mondo da furti spettacolari o dalle fiamme della guerra. È un monito sulla fragilità della cultura, che prosegue con l’analisi del rapporto tra estetica e potere: dalle censure naziste sull’arte cosiddetta “degenerata” fino all’uso della creatività come strumento di propaganda o, al contrario, come voce dissidente nelle zone di conflitto, dove i murales di Banksy diventano simboli di resilienza tra le rovine di Borodyanka.
Non mancano le incursioni nell’antichità e nella contemporaneità più radicale. Se da un lato il fascino dell’Antico Egitto domina le serate con approfondimenti su Cleopatra e il tramonto dei faraoni, dall’altro Rai 5 ci porta a scoprire la land art di Saype, capace di trasformare interi paesaggi in tele monumentali effimere. È un contrasto affascinante: l’eternità delle piramidi contro la transitorietà di un’opera destinata a scomparire con il tempo.
Infine, la televisione si fa guida turistica d’eccezione con il ritorno del Grand Tour. Da Napoli a Genova, passando per la Sicilia, il racconto delle città italiane si intreccia con la storia dell’arte, la moda e la musica. In questo palinsesto, l’arte non è più un oggetto statico da ammirare in un museo, ma una forza viva che racconta chi siamo stati e chi stiamo diventando. Per gli appassionati, si prospetta una settimana in cui il telecomando diventerà il biglietto d’ingresso per la più grande mostra collettiva della stagione.