L'EDITORIALE

L’Architetto dell’Ombra: Peter Thiel e la Nuova Destra che vuole cambiare l’Occidente

L’Architetto dell’Ombra: Peter Thiel e la Nuova Destra che vuole cambiare l’Occidente

Non è solo un miliardario, né un semplice pioniere della tecnologia. Peter Thiel rappresenta oggi il punto di sutura più profondo e inquietante tra il potere de

Pubblicata 17/09/2026 alle 11:30

Non è solo un miliardario, né un semplice pioniere della tecnologia. Peter Thiel rappresenta oggi il punto di sutura più profondo e inquietante tra il potere dei Big Data e la nuova direzione politica degli Stati Uniti. Se per decenni la Silicon Valley è stata percepita come il tempio del progressismo liberale e del soft power globale, la figura di Thiel – raccontata magistralmente da Luca Ciarrocca nel suo ultimo saggio L’anima nera della Silicon Valley – emerge come la nemesi di quell’ordine costituito.

Cresciuto tra la Germania, l’Africa e la California, Thiel ha sempre coltivato un’attitudine da bastone tra le ruote. Fin dai tempi di Stanford, quando fondò la Stanford Review per combattere quello che già allora definiva il dogmatismo del politicamente corretto, il co-fondatore di PayPal ha chiarito che la sua missione non era solo accumulare ricchezza, ma sovvertire le gerarchie intellettuali. Per lui, il multiculturalismo e le politiche di inclusione non sono conquiste sociali, ma ostacoli al merito e alla potenza che rischiano di trascinare l’Occidente verso una decadenza inarrestabile.

Il legame tra la sua visione filosofica e i suoi imperi tecnologici è suggellato dalla letteratura. Grande appassionato di Tolkien, Thiel ha battezzato le sue creature con nomi presi in prestito dal mondo di Arda: Palantir, la società di sorveglianza e analisi dati che serve la CIA e il Pentagono, e Anduril, l’azienda specializzata in droni e difesa autonoma. È un immaginario dove la tecnologia non è un giocattolo per utenti annoiati, ma una spada per chi deve difendere il confine e mantenere l’ordine. In questo senso, Thiel ha trasformato la Silicon Valley nel braccio armato, digitale e strategico, della sicurezza nazionale americana.

Ma è sul terreno politico che l’influenza di Thiel si fa oggi più tangibile. Se nel 2016 il suo appoggio a Donald Trump fu visto come un’anomalia eccentrica, oggi appare come il primo atto di una strategia di lungo periodo. Il suo capolavoro politico è incarnato da J.D. Vance, l’attuale vicepresidente che Thiel ha plasmato prima come investitore e poi come leader politico. Attraverso Vance, le teorie di Thiel – un misto di libertarismo estremo, conservatorismo cristiano e pragmatismo spietato – sono entrate nel cuore pulsante della Casa Bianca.

Thiel agisce spesso nell’ombra, preferendo la discrezione di forum privati come il misterioso Dialog alla ribalta dei social media. Eppure, le sue idee filtrano ovunque: dalla difesa delle criptovalute come strumento di sovranità finanziaria alla critica radicale alle istituzioni universitarie. La sua è una scommessa sulla forza: l’idea che solo una leadership tecnocratica e determinata possa salvare la civiltà occidentale dal declino. Capire Peter Thiel significa, dunque, capire dove sta andando l’America di oggi: un luogo dove il codice informatico incontra l’ambizione geopolitica e dove il futuro si scrive nelle segrete stanze dei signori dei dati.