La ventiquattresima edizione di Alice nella città, prevista dal 13 al 25 ottobre 2026, segna un punto di svolta non solo per l’offerta cinematografica della Capitale, ma per la sua stessa conformazione urbana. La kermesse, guidata con visione da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, si prepara a un’espansione strategica che supera i confini tradizionali per abbracciare il cuore storico di Roma, confermando la sua crescita esponenziale accanto alla Festa del Cinema.
Il dato più rilevante di questa edizione è il cambiamento della mappa festivaliera. L’ingresso del Cinema-Teatro Sistina come sede delle proiezioni, insieme agli storici Adriano e Quattro Fontane, sancisce una nuova centralità per il Distretto Ludovisi. Questa mossa non è casuale: si inserisce in un più ampio progetto di rigenerazione culturale che coinvolge la rinascita del Cinema Fiamma e la formula diffusa del MIA (Mercato Internazionale Audiovisivo). La zona tra Via Veneto e Piazza Barberini torna così a essere il motore pulsante dell’industria audiovisiva, restituendo alla città spazi che sembravano destinati al declino.
Sul fronte della programmazione, l’apertura è affidata alla magia della stop-motion con “Wildwood – I segreti del bosco proibito”. Il ritorno dello studio LAIKA, firmato da Travis Knight, rappresenta una dichiarazione d’intenti: in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dal digitale, il festival sceglie di celebrare l’artigianato cinematografico e la materialità del racconto fantastico. Ma il cinema è anche riflessione sul passato, come dimostra l’atteso documentario di Eleanor Coppola, “Making Marie Antoinette”, che svela i retroscena del cult di sua figlia Sofia, offrendo un ritratto intimo della creazione artistica.
Il festival non rinuncia però al suo ruolo di specchio della società contemporanea. Grande attesa circonda l’opera di Paola Randi, “Se domani non torno”, un film che trae ispirazione dalla tragica vicenda di Giulia Cecchettin e dal libro scritto dal padre Gino. L’obiettivo è chiaro: trasformare il lutto individuale in una riflessione collettiva sulla violenza di genere e sulla responsabilità sociale, coinvolgendo direttamente le nuove generazioni in un dibattito necessario.
Infine, l’edizione 2026 sarà nobilitata dalla presenza di un’icona assoluta: Susan Sarandon. La ricezione del Womenlands Excellence Award non è solo un omaggio a una carriera straordinaria – da Thelma & Louise a Dead Man Walking – ma il riconoscimento a una donna che ha saputo imporre nuovi modelli di autonomia femminile sul grande schermo. Con dodici film in concorso, otto titoli nella sezione Panorama Italia e la preziosa sinergia con la Mostra di Venezia attraverso la sezione Sintonie, Alice nella città si conferma un appuntamento imprescindibile, capace di unire il glamour delle star internazionali alla profondità dei temi civili.