L'EDITORIALE

COMMS FAIL: Roy Claire Potter e l’arte di comunicare tra tempeste solari e neurodivergenza

COMMS FAIL: Roy Claire Potter e l’arte di comunicare tra tempeste solari e neurodivergenza

Immaginate un mondo improvvisamente muto. Una massiccia espulsione di massa coronale colpisce la Terra, mandando in tilt satelliti, reti elettriche e sistemi di

Pubblicata 12/10/2026 alle 14:04

Immaginate un mondo improvvisamente muto. Una massiccia espulsione di massa coronale colpisce la Terra, mandando in tilt satelliti, reti elettriche e sistemi di navigazione. Quello che per molti è lo scenario da incubo di un romanzo distopico, per la scienza è una possibilità concreta, un evento ciclico che la società moderna, iper-connessa e fragile, fatica a metabolizzare. È proprio da questa tensione tra vulnerabilità tecnologica ed esperienza umana che nasce ‘COMMS FAIL’, l’ambizioso progetto dell’artista Roy Claire Potter, vincitore dell’Unlimited UK Partner Award in collaborazione con la Biennale di Liverpool.

L’opera, che vedrà la luce nel corso del 2026, non si limita però a una cronaca del collasso infrastrutturale. Il punto di vista editoriale di Potter è molto più profondo e intimo: e se la tempesta solare fossimo noi? L’artista utilizza la metafora del blackout comunicativo per esplorare la neurodivergenza, in particolare la prospettiva autistica. Per chi vive una realtà sensoriale e cognitiva non allineata alla norma, il concetto di “sistema in tilt” o di “interruzione dei segnali” non è un’ipotesi futuristica, ma una condizione quotidiana. Il sovraccarico di stimoli e l’intensità emotiva possono agire come un’eruzione solare interna, capace di bruciare i circuiti della comunicazione convenzionale e forzare un temporaneo spegnimento del sé.

‘COMMS FAIL’ si configura come un’opera multicomponente che sfida i confini tra le discipline. Non si tratta di una singola installazione, ma di un percorso articolato che comprenderà una performance dal vivo, una trasmissione radiofonica, un album accompagnato da un libretto e una scultura. L’obiettivo è mappare una nuova “grammatica della resilienza”, cercando forme di connessione remota che non dipendano esclusivamente dalle infrastrutture tradizionali, ma che valorizzino la saggezza di chi è già abituato a navigare il mondo in condizioni di disconnessione.

Uno dei momenti centrali del progetto sarà la performance prevista per il 2 maggio 2026 presso il Bluecoat di Liverpool. In questa occasione, il pubblico non sarà un semplice spettatore, ma parte attiva nella creazione di un segnale radio destinato a un’audience lontana. Attraverso interazioni delicate, suoni e silenzi scelti, i partecipanti contribuiranno a tessere una rete comunicativa alternativa, dimostrando che anche nel silenzio dei satelliti esiste una possibilità di incontro.

L’opera si avvale di consulenze d’eccezione, unendo il mondo dell’arte a quello della scienza pura. Il team creativo ha infatti collaborato con esperti della Norsk Radio Relæ Liga e con Philippe Zarka dell’Osservatorio di Parigi, garantendo una solidità concettuale che spazia dall’astronomia alla radiofonia d’epoca. Sostenuto dall’Arts Council England e da una rete di partner prestigiosi come Resonance FM e Cafe OTO, ‘COMMS FAIL’ si preannuncia come una delle riflessioni più originali del prossimo biennio sulla nostra capacità di restare umani — e connessi — quando tutto il resto fallisce.