L'EDITORIALE

Lo specchio dell'istinto: Adriano La Licata e l’estetica della reazione alla FPAC

Lo specchio dell'istinto: Adriano La Licata e l’estetica della reazione alla FPAC

Il calendario dell’arte contemporanea segna una data cruciale per l’autunno del 2026. Il 18 ottobre, la galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea (FPAC)

Pubblicata 18/10/2026 alle 10:55

Il calendario dell’arte contemporanea segna una data cruciale per l’autunno del 2026. Il 18 ottobre, la galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea (FPAC) ha inaugurato l’atteso nuovo progetto di Adriano La Licata, intitolato significativamente reflex. Non si tratta solo di una mostra, ma di un’incursione profonda nei meccanismi della percezione e della risposta involontaria, un tema caro all’artista che da anni indaga il confine tra l’azione consapevole e il movimento istintivo.

Adriano La Licata, artista che ha fatto della performance e dell’installazione i suoi strumenti d’elezione, torna negli spazi della FPAC con una maturità espressiva rinnovata. In reflex, il titolo funge da bussola semantica: evoca tanto il riflesso speculare, quanto il riflesso incondizionato del corpo umano. Entrando in galleria, lo spettatore non si trova di fronte a oggetti statici, ma viene immerso in un dispositivo relazionale che lo costringe a guardarsi e, soprattutto, a reagire. L’opera smette di essere un feticcio da osservare per trasformarsi in un attivatore di impulsi.

L’allestimento gioca sapientemente con la luce e la materia, creando un ambiente in cui la fisicità dell’osservatore diventa parte integrante della narrazione. In un’epoca, quella della metà degli anni Venti, dominata da una digitalizzazione sempre più pervasiva e da un’intelligenza artificiale che media ogni nostra immagine, La Licata sceglie una strada controtendenza. La sua è una ricerca dell’autenticità organica. Il termine reflex rimanda qui alla fotografia analogica, alla rapidità dello scatto, ma anche alla biologia elementare: quel battito di ciglia o quel sussulto muscolare che sfuggono al controllo della ragione.

Dal punto di vista editoriale, l’intervento di La Licata alla FPAC solleva questioni filosofiche non banali. In un mondo che ci vuole costantemente performanti e sotto controllo, l’artista celebra l’errore, lo scarto e l’imprevedibilità del riflesso. La sua estetica non cerca la perfezione della forma, ma la verità del momento. Le opere presenti sembrano interrogare lo spettatore: quanto di ciò che mostriamo è costruito e quanto, invece, appartiene a quella natura animale che ancora risiede sotto la superficie della civiltà?

La collaborazione tra La Licata e la galleria di Francesco Pantaleone si conferma ancora una volta vincente, capace di trasformare lo spazio espositivo in un laboratorio di pensiero critico. Reflex non è solo una mostra da vedere, ma un’esperienza da subire e agire contemporaneamente. In questo appuntamento del 18 ottobre, Adriano La Licata ci ricorda che, nonostante le sovrastrutture sociali e tecnologiche, siamo ancora esseri fatti di impulsi, di luce e di ombre riflesse. Un invito necessario a riscoprire la nostra parte più reattiva e, forse per questo, più umana.