L'EDITORIALE

Madrid, il Museo Sorolla si rinnova: la luce del maestro abita ora in un’ex officina

Madrid, il Museo Sorolla si rinnova: la luce del maestro abita ora in un’ex officina

Per chi ha avuto il privilegio di ammirare le tele di Joaquin Sorolla durante la grande antologica a Palazzo Reale di Milano, il nome del pittore valenciano evo

Pubblicata 22/10/2026 alle 11:27

Per chi ha avuto il privilegio di ammirare le tele di Joaquin Sorolla durante la grande antologica a Palazzo Reale di Milano, il nome del pittore valenciano evoca immediatamente una luminosità mediterranea quasi accecante. Oggi quel medesimo splendore trova una nuova dimora a Madrid, grazie a un’operazione di rigenerazione urbana che unisce sapientemente conservazione storica e avanguardia architettonica.

Dal 2024, la storica casa-museo dell’artista nel quartiere Chamberí è temporaneamente inaccessibile per necessari interventi di consolidamento strutturale. Tuttavia, il Ministero della Cultura spagnolo non ha voluto lasciare il pubblico orfano del suo «maestro della luce». È stato così inaugurato l’atteso ampliamento del polo museale, un progetto ambizioso che ha trasformato radicalmente un’area insospettabile: un ex garage e officina meccanica situato nella vicina calle Zurbano.

L’intervento, costato oltre 13 milioni di euro, rappresenta molto più di una semplice aggiunta di metri quadri. Si tratta di un’estensione concettuale della dimora originale, incastonata silenziosamente tra i palazzi residenziali della zona. Il progetto porta la prestigiosa firma dello studio Nieto Sobejano, noto per la capacità di far dialogare il minimalismo contemporaneo con le stratificazioni del passato. Fuensanta Nieto ed Enrique Sobejano hanno saputo raccogliere l’eredità del maestro Rafael Moneo, creando uno spazio funzionale che non rinuncia a un’estetica evocativa.

Il nuovo edificio non cerca di sovrastare la villa originaria – progettata negli anni Dieci del Novecento da Enrique María Repullés su precise indicazioni dello stesso Sorolla – ma ne ricalca le proporzioni e lo spirito in chiave moderna. Gli architetti hanno riproposto elementi chiave come il patio andaluso, qui reinterpretato in un piccolo cortile interno, e hanno mantenuto un legame visivo costante tra vecchio e nuovo attraverso ampie superfici vetrate. Di particolare pregio sono i tetti a capanna dotati di lucernari, studiati appositamente per permettere alla luce naturale di piovere sulle opere, proprio come avveniva nell’atelier del pittore.

Oltre alle quattro nuove sale dedicate alle esposizioni temporanee, l’ampliamento dota il museo di infrastrutture cruciali che prima mancavano o erano insufficienti: un auditorium moderno, un’area magazzino all’avanguardia e, soprattutto, uno studio di restauro attrezzato. Quest’ultimo aspetto sottolinea l’impegno delle istituzioni spagnole non solo nella fruizione turistica, ma nella tutela a lungo termine del patrimonio artistico di Sorolla.

Questo nuovo capitolo, che si inserisce nel più ampio percorso espositivo intitolato «Tras la casa del artista», promette di traghettare il museo verso il 2026 con una veste rinnovata. L’eliminazione delle barriere architettoniche e l’apertura di spazi flessibili rendono finalmente giustizia a un’istituzione che, pur nelle sue dimensioni contenute, resta una delle più amate e visitate della capitale spagnola. La luce di Sorolla, insomma, non si spegne, ma trova nuovi riflessi in cui brillare.